20 feb 2014

Non ho l'età (per guardarti)

Due disoccupati irrompono al Festival di Sanremo e minacciano di lanciarsi nel vuoto. Chi è quello accanto a Letta?
 
Fazio ha omesso di rivelare il contenuto della lettera ricevuta dai contestatori, c'era scritto: "Scemo chi legge".
 
Gaffe di Ligabue: ha dedicato "il pescatore" ai due marò.
 
Tito Stagno si è scusato per la sua voce. E Ligabue allora?
 
Dopo l'esibizione di Ligabue, sui ponteggi dell'Ariston gli aspiranti suicidi devono prendere il numerino.
 
Il Tribunale Internazionale dell'Aia ha denunciato per crimini contro l'umanità il sarto della Littizzetto.
 
Matteo Renzi annuncia la sua partecipazione al Festival di Sanremo con la canzone “44 Patti”, di Berlusconi-Apicella-Renzi.
 
Cat Stevens si avvicinò all'Islam dopo aver cuccato 72 vergini cantando Father and Son in spiaggia.
 
La pubblicità annuncia che manderà un po' di Sanremo.
 
Quelli che hanno mandato gli  SMS a favore dei Perturbazione erano convinti di fare beneficenza per la Sardegna.
 
Giusy Ferreri canta per ultima perché aveva il turno lungo al supermercato.
 
Grillo si scaglia contro la Casta e riesce a toccarle le tette.
 
Secondo i ricercatori dell'Università di Harvard, cantare canzoni napoletane sotto la doccia con Laetitia Casta aiuta a combattere la disfunzione erettile.
 
I coriandoli scesi alla fine dell'esibizione della Casta erano fatti con i bollettini del canone Rai.
 
Dopo il duetto Fazio-Littizzetto, la Francia ha dichiarato guerra all'Italia.
 
Cristiano De Andrè ricorda molto il padre. Sembra che dorma.
 
Applausi per la Carrà che ha cantato "Com'è brutto aver l'artrosi dalla testa in giù".
 
A giudicare dai guanti, la Carrà, oltre all'artrosi, ha anche le stimmate.
 
Durante la pubblicità, la Carrà ha chiesto a Fazio quanti disoccupati possono stare in una scatola di fagioli.
 
La Ruggiero canta "Da lontano". Ma non abbastanza.
 
La voce della Ruggiero è talmente acuta che l'Ariston è stato invaso dai cani.
 
Resi noti i risultati della prima serata: sono crollate le azioni Amplifon.
 
Frankie Hi-nrg ha composto la sua canzone dopo aver tentato di sniffare le righe del pentagramma.
 
Raphael Gualazzi arrestato dalla Finanza. Sequestrate tre stecche.
 
Riccardo Sinigallia ha fatto parte dei Tiromancino e del Fronte per la Liberazione dei Pettini.
 
E' colpa della Fornero se la povera Franca Valeri deve lavorare ancora.
 
Il pianista Rubino accusato di  razzismo. Picchia solo i tasti neri.
 
Sul palco anche la direttrice di un museo. E' interessata alle mummie in prima fila.
 
Baglioni è così tirato che quando batte le palpebre gli si scappella l'uccello.
 
Mossa a sorpresa di Fazio. Per ravvivare gli ascolti, stasera il Festival andrà in onda in diretta streaming dalla Camera.
 

09 feb 2014

So chi sei

 
Traumi Giovanili
Al via le Olimpiadi Invernali. Putin ha riservato agli atleti gay un settore speciale: Sochi 6.
 
Clamoroso ritorno sugli sci di Alberto Tomba: "Mi piacerebbe molto vincere una medaglia alle Olimpiadi di Soccmel".

Daniele Capezzone e Fabio Fazio saranno al seguito della nazionale azzurra di sci, in qualità di scioline. 

"Non ho niente contro i gay" ha dichiarato Putin portando la mano alla fondina vuota. 

A sorpresa i Village People sul palco per la cerimonia di apertura delle olimpiadi di Sochi. 
 
La Germania sfila con una divisa multicolore per denunciare i crimini contro l'umanità degli stilisti tedeschi.

Dopo aver visto la divisa tedesca di solidarietà ai gay,
Dolce e Gabbana sono diventati etero
Medaglia d'argento per Innerhofer. E' stato preceduto da una slavina.

"Dedico questa medaglia a tutti gli italiani" ha riferito l'interprete di Christof Innerhofer.
 
Putin esclude una disciplina olimpica: ha sentito di un certo Bob su cui vogliono salire in 4.

Per venire incontro alle richieste dei teenager il curling è stato sostituito dal twerking.

Il Presidente Russo Putin incontra gli atleti del pattinaggio artistico: "Avevo detto niente froci!"

Non si arrestano le proteste contro Putin, tutti gli sciatori gareggiano sculettando vistosamente.

C'è attesa per il debutto della nuova disciplina olimpionica in cui gli atleti con pattini, mazze e dischetto continuano a darsi il cinque: l'okay su ghiaccio.
Omo Solo

04 feb 2014

Flop 11 (22^ giornata)

Le pagelle della serie A


REINA - Ma non dovrebbe stare in galera? Approfittando di un'interferenza sulla linea telefonica della Cancellieri, l'ineffabile Totò, alias  Pepe le Mokò, si ritrova libero di compiere ogni sorta di crimine in quel di Bergamo. Prendere due gol da Denis è motivo sufficiente per riaprire la discussione sull'opportunità di reintrodurre la pena di morte in Italia. 
Papillon
 
NAGATOMO - Thohir pretende che la fascia di capitano sia indossata da un asiatico, ma al mingherlino del sol levante l'incarico crea problemi di convergenza. Sbilanciato dal peso della fascia, tende a destra, sbanda in frenata e perde continuamente la posizione. 
Da equilibrare.

PAOLO CANNAVARO - Acquistato in extremis dal Sassuolo in cambio di un sacchetto di malta e la promessa di piastrellare i cessi di casa De Laurentiis,  Paolino ha giusto il tempo di togliere pizza e mandolino dalla valigia che si ritrova proiettato nella triste realtà della lotta per la salvezza.
Ma cosa volete che sia per chi, fino a ieri, è stato la riserva di Britos e Fernandez? Un suo intervento su Iturbe ghiaccia il sangue nelle vene  di San Gennaro.
Miracolo da 100 punti

JESUS - Dribbling ubriacanti, aperture magistrali, assist al bacio, recuperi prodigiosi, salvataggi sulla linea, una traversa e tre gol. È ciò che farebbe se solo riuscisse a schiodarsi.
Via Crucis

INLER - Si conferma nel ruolo di ragioniere della compagine azzurra. Nei ritagli di tempo, tra un 730 e una ritenuta d'acconto, offre assist a compagni ed avversari. Gökhan è l'unico calciatore che scambia la maglia con gli avversari già all'inizio della partita. Inler soffre di un evidente disagio psicologico: a causa degli ululati del pubblico sta pian piano maturando l'idea di essere nero.
Svizzero?

MONTOLIVO - Il rossonero viene sistematicamente anticipato dagli avversari che lo scherniscono con la lingua di Menelik. Stavolta non viene rivitalizzato nell'intervallo da Seedorf che lo attende nudo negli spogliatoi. Sul filo di lana si fa precedere da Barbara o, come si sussurra, da Mexes.
Pilastro

Il calcio è un gioco maschio
AQUILANI - Prende per mano il centrocampo viola e lo trascina in un burrone, Montella corre ai ripari affidandogli le chiavi della trequarti  e successivamente quelle della macchina per toglierselo dai coglioni. Dopo la tripletta al Genoa è consapevole di aver fatto la scorta per un paio di mesi, quindi può tornare in letargo.
Yoghi

TOTTI - Gli otto minuti sul prato dell’Olimpico dimostrano che decisamente la pallanuoto non è il suo sport.
Palombella GialloRossa.

EMEGHARA - Reduce da un infortunio rimediato in uno scontro alla mensa della caritas, si è allenato tutta la settimana in piscina con la supervisione della Cagnotto. Si procura un rigore esibendosi in un triplo carpiato con avvitamento (difficoltà 3,5) ottenendo 87 punti e l'approvazione del maestro Inzaghi.
Luganis

PALACIO - Le uniche due volte che l’Inter entra in area l’occasione capita sul suo piede ma, sorpreso dalla novità, non ricorda cosa deve fare e resta titubante se piazzarla di fino o sbatterla dentro come ha visto fare in un filmato di George Best (o era John Holmes?). Nell'indecisione non trova di meglio che abbattere un tifoso in curva. 
Drugo!

VUCINIC - Gettato a sorpresa nella mischia, ha l'occasione per potersi riscattare ma riesce nell’incredibile impresa di dimostrare che Thohir non è così fesso come tenta di farlo apparire il suo barbiere.
Bloccato.

Allenatore: MAZZARRI - Sconvolto dalla rivelazione del barbiere di Thohir, secondo cui anche Toto Cutugno si vergognerebbe di quella pettinatura, il toscano schiera la formazione con uno schema a spina di pesce mutuato dal WM di Champmaniana memoria e dall'acconciatura di John Travolta in Grease.
In settimana sarà in vendita la sua autobiografia che i tifosi nerazzurri si preparano ad acquistare in massa. Per poterla bruciare.
Grullino

Il calcio non è un gioco per femminucce*
*Si ringrazia la Andre TwentyOne® per le borse





02 feb 2014

DO RE CIAK PULP

Recensioni musical-cine-letterarie, a cura del critico Vincenzo Crosta


Abbiamo incontrato Vasco Rossi dopo la malattia. Ha spaventato tutti, schiere di fans sognanti e medici devoti al proibizionismo. Ma ora Vasco è quello che conoscevamo e che abbiamo intervistato in lunghe notti insieme, al tenue chiarore di lampade orientali, persi dietro quella voce che è meglio, e più, di un cachinno scalda anime, di una carta vetrata da orgasmo, di una cavalla di razza che la vita ha ostacolato senza azzoppare.
 
Vasco tradisce la sua
affiliazione agli Illuminati
Vasco è gentile, sa che  gli  vogliamo  bene. Il nostro amore per  lui  nacque quando, ahimè, eravamo entrambi più giovani e correvamo dietro ad un sogno svolazzante, fosse una gonnella o una carbonara più espressiva di “My way”. Ci accoglie sereno, pacificato forse dai molteplici attestati di solidarietà e amore che ha ricevuto durante la degenza. “Caro Crosta, mi sento in forma, sicuramente più di te. Ti avverto che oggi la mia cucina è chiusa”.

Ci fa ascoltare un pezzo inedito, ormai sono le 14.15; lancinanti acuti ci scompensano la motilità dei succhi gastrici. Il brano scorre via lento, placido: è qualcosa di irriconoscibile, un lamento di note e parole che un po’ ricorda un Casatchok barocco L’esecuzione ci scava dentro un senso di vuoto (intanto si fanno le 15.00), fa esplodere sete d’aria. E fame, fame e basta. Azzardiamo un richiesta al nostro: musica per le fauci, un cornetto, un gianduiotto, un vago sentore di formaggio pecorino. Vasco è stanco, ci congeda e ci abbraccia. Sentiamo il suo respiro ancora arrancante, come un rantolo che promette la fine.
Siamo in strada: l’amicizia è una bella cosa. Anche le trattorie, quando aperte. E’ pomeriggio, le luci della sera si innalzano. Il nostro taccuino rifugge la commestibilità. Nell’aria riecheggia “Toffee” del grande Vasco.
Ma non abbiamo nemmeno una caramella, vaffanculo e alla prossima.
 ***
Servillo ha studiato recitazione
al Marlboro's Studio
Annunciamo con orgoglio la candidatura all’Oscar de “La grande bellezza”. Sulle orme di Fellini, Sorrentino è stato capace di organizzare un affresco imponente sul vuoto e la perdita di certezze di una classe sociale persa tra noia, sfarzose feste e cene inutili, per quanto il concetto di inutilità di fronte ad una ben amalgamata amatriciana andrebbe forse rivisto.

Servillo, la Ferilli e Verdone compongono un trio dalla recitazione angelica, capace di porre lo spettatore di fronte ai propri limiti, ai propri dissidi.
Fa da sfondo una città dalla bellezza fatiscente, che decade senza preoccuparsi delle conseguenze, instabile e vivissima, traditrice e fedelissima al contempo.
 Siamo italiani ed allora gridiamo “evviva”. Detto questo, Sorrentino ci sta sul cazzo.
 ***
Arriva in libreria, nelle edicole, e per i più fortunati in poche, selezionate, rosticcerie, l’opera omnia di Suor Germana. Una delizia per gli occhi e per la mente, prelibatezze assortite, cibo dell’anima, salvezza per i deviati del Mc Donald’s.
Anche a Suor Germana non tutte le
ciambelle riescono col buco
Un libro così non si vedeva dai tempi dell’esistenzialismo cannibale di Sartre; Suor Germana srotola agli occhi di noi appassionati seguaci il rosario delle scelte gastronomiche, la responsabilità dell’uomo comune e borghese di fronte ad un cosciotto di pollo ben rosolato. 
Attoniti e grati, ci lasciamo trasportare dalle dosi sapientemente elargite ed esplicate.
Zucchero e sale, pinzimonio e conserve. Nulla sfugge all’ansia classificatoria di questa stronza vestita di bianco, responsabile delle nostre ultime analisi, dei segnali rossi sotto le voci “trigliceridi” ed “ipercolesterolemia”. Quando cadremo in coma diabetico, ricorderemo Suor Germana ed il suo impareggiabile candore traditore, al becchino che ci vestirà offriremo un ultimo rigurgito all’aglio marinato.
L’opera omnia di Suor Germana, da non perdere, per perdersi.